Essere Mamma

Perchè ieri ci giocava e oggi non lo degna di uno sguardo?

Buongiorno mamme! Oggi analizzeremo insieme i motivi che portano i bambini da zero a tre anni a stancarsi presto dei loro giocattoli.

Nello sviluppo neonatale e nella prima infanzia, il gioco è l’attività principale di ogni bambino. Ciò che il neonato sperimenta durante la propria attività ludica conduce all’acquisizione di una quantità enorme di informazioni. La metodologià di sperimentazione dei bambini evolve rapidamente nei primi tre anni di vita e questa modificazione del comportamento è strettamente correlata alla necessità di acquisire competenze attraverso il gioco.

Nel primo anno di vita il canale di apprendimento principale del bambino è la sperimentazione attraverso i sensi. In particolare l’istinto di portare alla bocca gli oggetti nasce dalla necessità di esplorare mediante il senso del gusto. I giocattoli destinati ai bambini nel primo anno di età dovrebbero appagare i sensi e quindi avere colori vivaci, la possibilità di essere maneggiati senza pericolo, dovrebbero emettere dei suoni durante l’interazione con essi e dovrebbero essere adatti ad essere portati alla bocca.

Questa modalità di gioco evolve già dopo pochi mesi dalla nascita e sfocia, con l’inizio dello sviluppo del linguaggio e l’affinamento del controllo motorio, nella necessità di giocare esplorando principalmente con il tatto e con la mente. Un bambino di sei mesi che si diverte con un sonaglio probabilmente a 12 mesi preferirà battere il proprio martelletto su uno xilofono e comprendere la relazione causa-effetto. Non sarà più possibile stupirlo con il suono in sè ma dovrà essere libero di capire come e perchè si sprigiona tale suono.

Con l’avvicinarsi del bambino ai due anni il movimento e le capacità logiche inizieranno a rivestire un ruolo sempre più importante nello sviluppo e quindi saranno il motore principale durante il gioco dell’infante. In questa fase il bambino necessita di sperimentare la libertà di movimento e stimolare l’equilibrio. Inoltre il bambino che si avvicina ai due anni avrà un’aumento della capacità di coordinazione occhio-mano e apprezzerà giocare con incastri e infili, stimolando anche il pensiero logico.

Nel terzo anno di vita e quindi avvicinandosi ai tre anni il bambino inizierà a dare sfogo alla propria capacità di astrazione e sarà sempre più capace di rappresentarsi mentalmente oggetti, situazioni o persone indipendentemente dalla loro presenza. Questa è la fase del gioco di finzione, nel quale il bambino ama mascherarsi, travestirsi, immedesimarsi e soprattutto imitare i genitori. Si tratta tipicamente della fase in cui aiutare il genitore è un’attività estremamente appagante per il bambino se coinvolto nel giusto modo.

Se vi stavate quindi domandando come mai il vostro piccolo ha smesso di giocare con i giocattoli che ha tanto amato fino a poco tempo fa, quelle appena elencate potrebbero essere le motivazioni.

Di recente ho scoperto un nuovissimo blog che si occupa di idee regalo, si chiama: www.regalimitici.com. Vi consiglio di visitarlo perchè contiene tanti spunti per regali originali e in particolare essendo gestito anche da un’educatrice laureata in Scienze dell’Educazione all’Università Bicocca di Milano, si occuperà spesso di bambini e fornirà ottime guide alla comprensione dei più piccoli.

In particolare mi sento di consigliarvi questo loro articolo che offre una lista di giocattoli per bambini di 1, 2 e 3 anni, che soddisfano tutte le necessità dei più piccoli e li stimolano all’apprendimento.

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