Erboristeria

Caprifoglio: tra simbolismo e proprietà medicinali

Basta passeggiare in zone boschive o rurali abbandonate per accorgersi, in questo periodo dell’anno, di questa meravigliosa pianta. Sempre piena di fiori profumati, dall’aroma che vagamente ricorda il gelsomino, questa pianta può ritenersi originaria dell’Italia.

La storia narra che il nome latino di questa pianta, Lonicera Caprifolium, venne scelto da Linneo in ricordo del medico Adam Lonitzer di Francoforte; mentre il nome greco “Peryclimenon”, nome comune attualmente utilizzato, pare derivi dal termine “pericleìo” che in greco significa “chiudere da ogni parte, circondare”, in riferimento al caratteristico andamento di questa pianta.

caprifoglioDefinibile come rampicante con fusti volubili, il caprifoglio, aggrappandosi ad alberi robusti, può raggiungere anche i 6 metri di altezza; si sviluppa in senso orario con andamento a spirale e  abbraccia il fusto prescelto fino quasi a lederlo. É per questo che si dà il nome di Abbracciaboschi, Madreselva, Uva di San Giovanni o Legabosco, ed è per lo stesso motivo che da sempre simboleggia il legame profondo e l’amore vero al punto che in passato si usava portarlo nelle case di giovani in età da matrimonio come simbolo di buon auspicio.

Sempre seguendo il forte simbolismo di questa pianta, fu per primo il medico Edwad Bach ad estrarre il modello vibrazionale dei fiori per ottenere l’essenza detta “Honeysukle”, o fiore n° 16, indicata nel trattamento degli stati di eccessivo attaccamento al passato, l’impossibilità di superare lutti, nostalgie, malinconie e rimpianti di periodi trascorsi.

Ma al di là di questo, il caprifoglio rimane una pianta spesso nominata e utilizzata nella tradizione erboristica come rimedio dalle proprietà diuretiche, antireumatiche, antigottose, espettoranti, febbrifughe, astringenti e cicatrizzanti.

Si utilizza preparando un infuso di foglie e fiori, raccolte in un luogo non inquinato e lontano dalla strada, nel quantitativo di una manciata per ogni tazza. Si procede portando ad ebollizione l’acqua e aggiungendo a fuoco spento la pianta spezzettata per poi lasciarla riposare coperta per almeno 10 minuti. Si ottiene così  un infuso dolce, aromatico e rinfrescante, davvero piacevole, che potrete bere più volte al giorno. Un delizioso rito estivo che grazie al contenuto di flavonoidi, terpeni e cumarine vi aiuterà a tenere lontano infiammazioni, tosse e dolori artritici.

Un consiglio è quello di utilizzare l’infuso di caprifoglio contro le infiammazioni di gola e gengive effettuando più volte al giorno sciacqui e gargarismi. Questo tipo di estratto infatti contenendo tannini e flavonoidi si rivela davvero un’utile risolutivo anche in caso di piaghe, foruncoli o ferite della pelle.

Dott.ssa Antonietta Festa

www.farmaverde.it

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