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Storia di speranza: Valeria, una ragazza come tante

storia di Valeria

Valeria è una ragazza come tante, un caschetto castano, jeans scoloriti e scarpe da ginnastica. In braccio tiene sua figlia, una bambina paffuta di quasi due anni. Come il suo aspetto anche la sua storia, all’inizio, sembra quella di una ragazza comune. Madre casalinga e padre commerciante, ha una sorella gravemente disabile. Con loro abita in una villa a Milano, ha ottimi voti a scuola e buoni amici. Un giorno decide di inseguire un sogno e parte per Roma a studiare cinema. Ma qui qualcosa si inceppa. La sua malattia mentale che nessuno aveva capito, che nessuno si aspettava, si svela. Valeria si convince di non essere figlia dei suoi genitori e di
essere stata adottata. Fugge in Brasile, lì – pensa – troverà le sue origini, ne è convinta. Per un lungo periodo nessuno sa più nulla di lei. Cominciano le ricerche, sarà il padre a ritrovarla in un ospedale psichiatrico, imbottita di farmaci e piena di piattole. Rientrata a Milano le cose non migliorano, la malattia mentale è ormai evidente e lei è fuori controllo. Si assenta da casa per lunghi periodi e quando torna è spesso ubriaca, ha rapporti promiscui con molti uomini. Resta incinta. Quando nasce la sua bambina il Tribunale è perentorio: o prende i farmaci per stabilizzare l’umore oppure le verrà tolta. È questo a far scattare qualcosa in lei. Valeria si fa aiutare: per se stessa e per la sua piccola entra nella Casa Accoglienza di Arché. Qui, insieme a sua figlia, ritrova la speranza e ricomincia da capo.

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