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Salsiccia, tipologie e storia di un insaccato eclettico

Quando si parla di salsiccia la mente corre alle infinite combinazioni in fatto di ricette che è possibile realizzare con questo insaccato, eclettico e simbolo assoluto del made in Italy. Ciascuna regione del Belpaese ne fa un utilizzo diverso in ambito culinario: molte sono le tipologie di salsiccia conosciute e apprezzate, ciascuna con il suo sapore e un gusto inconfondibile.

Questo insaccato si lega a doppio filo alla nostra tradizione in cucina e il motivo è presto detto: si può impiegare per la realizzazione di ricette semplicissime oppure estremamente articolate che, proprio per la sua presenza, si caratterizzano per un gusto sempre al top. La salsiccia può essere gustata cruda oppure cotta: certe volte bastano due fette di pane croccante per esaltarne il sapore, altre volte invece essa si presta quale ingrediente d’accento all’interno di ricette complesse.

Facciamo una panoramica sulle origini della salsiccia, poiché la storia di questo insaccato attraversa molte epoche (bisogna tornare indietro fino all’Impero Romano per trovarne le prime tracce). Poi vedremo quali sono alcune delle tipologie più diffuse di salsiccia, mettendone a fuoco le caratteristiche chiave e il modo d’impiego.

Le origini e le prime tracce risalgono all’Impero Romano

Per quanto riguarda in particolare la parola salsiccia, sarà corretto affermare come questo termine derivi con ogni probabilità dall’unione di due parole ovvero salsus e insicia. La traduzione del primo è ‘salato’, mentre quella del secondo è ‘tagliata fine’. Come accennato, troviamo le prime tracce della salsiccia addirittura nell’Impero Romano. L’insaccato giungeva a Roma dalla regione d’Italia che oggi conosciamo come Basilicata. Si trattava della lucanica. Sarà comunque corretto precisare come questa lucanica – piccante e più stagionata – non abbia nulla in comune con l’attuale luganega che è magra a dal sapore più delicato. Vediamo allora di distinguere alcuni tipi di salsiccia maggiormente diffusi in Italia, indicandone le principali caratteristiche, iniziando proprio dalla luganega.

Salsiccia luganega

Abbiamo appena fatto accenno alla salsiccia luganega, dunque sarà utile iniziare da qui la nostra panoramica completando l’infarinatura. Questa salsiccia è legata a doppio filo alla tradizione culinaria del Nord Italia, in particolare del Veneto e di Trento. Com’è fatta? La ricetta della luganega comprende ingredienti come aglio, pepe nero e carne di maiale tritata molto tenera (ma si possono trovare anche salsicce con carne di cavallo oppure di vitello).

Salsiccia toscana

La salsiccia toscana è estremamente morbida, viene insaporita con un mix di spezie tra cui timo, salvia e rosmarino oltre ad aglio e pepe nero. Si utilizza per la sua realizzazione la carne di coscia e spalla di suino. A seconda della zona di appartenenza, altre spezie o sapori possono essere presenti per impreziosire ed esaltarne il gusto.

Salsiccia a punta di coltello

Stiamo parlando di una particolare tipologia di salsiccia che dà il meglio di sé quando viene cotta sulla griglia. Ci troviamo in Campania, cuore del Sud Italia. Qui gli ingredienti necessari per la realizzazione di questa salsiccia sono culatello e pancettone. Mentre le spezie impiegate sono in genere cumino e finocchio.

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