Erboristeria

Le proprietà della Malva Sivestris

Aprile, tempo di Pasqua,  passeggiate all’aperto e giornate passate tra campi e prati nei  quali spicca questa rustica pianta officinale: la Malva Silvestris.

Comunissima e facile da trovare, questa pianta erbacea, alta massimo 70cm, si raccoglie dall’inizio della primavera fino a fine giugno, tempo in cui i bellissimi fiori rosa- violacei, lasciano il posto ad un frutto composto da 12 acheni. Tipiche le foglie, larghe e palmate formate da 5 o 7 lobi e tipicamente vellutate, dalle quali si estrae la maggior parte dei principi attivi: le mucillagini, costituite da miscele di carboidrati che in acqua danno soluzioni colloidali con proprietà antinfiammatorie e igroscopiche, utili per facilitare la peristalsi e ammorbidire il contenuto intestinale. Altri importanti principi attivi, presenti nelle foglie e nei fiori di malva sono i flavonoidi, gli antociani e i tannini, capaci di incrementare l’azione antinfiammatoria; oltre alle  vitamine (A, C, B1) e  ai sali minerali (potassio e calcio).

malvaE’ proprio grazie a queste sue proprietà lenitive e antinfiammatorie, sfruttate da sempre dalla tradizione erboristica, che deriva il nome Malva dal latino Mollire, cioè ammorbidire. Ottimo è quindi il semplice macerato in acqua fredda per le mucose infiammate, per gli occhi arrossati e per bocca, gengive e gola irritati.

E’ sempre consigliata nel caso di sindrome del colon irritabile, grazie alla sua forte azione  antinfiammatoria e protettiva delle mucose  che ben si associa, in questo caso, ad un interessante azione di regolazione sul transito intestinale mostrando una leggera attività lassativa.

Utilizzata anche nelle patologie respiratorie, la Malva Silvestris, oltre ad attenuare stati infiammatori, esplica un’azione espettorante in caso di bronchiti e catarri ostinati. Particolarmente apprezzata è la sua azione sulle vie respiratorie, al punto che da sempre si prepara la famosissima “Tisana dei 4 fiori” nella quale le proprietà spasmolitiche ed espettoranti della malva si associano ad altre piante utili nelle problematiche respiratorie quali Papavero, Verbasco, Althea, Viola odorata e Antennaria (20g per ogni componente).

Per ottenere il massimo da questa pianta è sufficiente lavare molto bene una manciata di fiori e foglie vellutate che andranno sminuzzate a messe in acqua fredda . L’infuso a freddo è molto ricco di mucillagini e per questo è particolarmente indicato per l’uso esterno su pelle irritata e infiammata, anche dei bambini, oltre che per i problemi cronici di gola e tonsillite.

L’infuso, invece, si prepara mettendo a bollire 1 litro di acqua nel quale si verseranno, a fuoco spento, una manciata di foglie e fiori freschi o secchi da lasciare in infusione per  15-20 minuti. In alternativa questa preparazione può essere fatta con il latte e, una volta dolcificata con miele, utilizzata contro la tosse. L’infuso è utilissimo oltre che per la gola irritata anche per la sensibilità gastrica, irritazioni alla vescica e all’uretra.

Dott.ssa Festa Antonietta

http://www.farmaverde.it/

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